Il non organigramma dello studio professionale

Uno dei problemi più ricorrenti nell’organizzazione degli studi professionali è la poca chiarezza sui ruoli e sulle responsabilità.

Massimo Pezzini

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Uno dei problemi più ricorrenti nell’organizzazione degli studi professionali è la poca chiarezza sui ruoli e sulle responsabilità. Qui, pur di portare la palla a meta, vale tutto. Di solito il più veloce e pesante dei giocatori prevarica sopraffando tutti gli altri, non importa se siano avversari o compagni di squadra. In questo caso raggiungiamo il risultato, ma la fatica è molto maggiore.

“Rispettare i ruoli ci rende generalmente più efficienti.”

E chi sono i campioni di questa ambiguità organizzativa? Naturalmente i più senior, che un giorno assegnano deleghe, stilano dettagliati organigrammi e mansionari e dichiarano al mondo di voler fare un passo indietro, mentre tutto il resto dell’anno non riescono proprio a rimanere nei ranghi.

E’ più forte di loro… A volte fanno quasi tenerezza, perché non si accorgono neanche che stanno sprecando energie e delegittimando sé stessi e i loro delegati.

Infatti, nella loro infinita paternalistica generosità pensano di doversi occupare comunque ancora di tutto, anche perché (questo è sottinteso) loro lo fanno prima e meglio. Questo atteggiamento genera doppioni e buchi di responsabilità e impigrisce i delegati.

Cosa possiamo fare allora? Se il mondo va al rovescio, tanto vale prenderne atto. Nella favola di Alice nel Paese delle Meraviglie si festeggia il non compleanno, cioè la possibilità di ricevere doni tutti i giorni dell’anno meno in quello della ricorrenza. Chiediamo anche noi ai senior dello studio di farci un regalo. Facciamogli sottoscrivere non già l’organigramma, cioè l’elenco delle cose di cui si devono occupare, ma il non organigramma, cioè l’elenco dettagliato delle cose che si impegnano a non fare mai più, tranne – se proprio insistono – il giorno del loro compleanno.

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