Studi professionali e software innovativo. Aspettando Godot

Si fa un gran dire che la digitalizzazione è la nuova frontiera competitiva per gli studi professionali.

Massimo Pezzini

Leggi l'articolo
Se un commercialista o un legale va alla software house e chiede una soluzione innovativa e integrata, scoprirà presto che questa non è ancora pronta. Il produttore sosterrà che sta lavorando da parecchio su una soluzione, ma serve ancora tempo e che comunque i professionisti non investono per cui il lavoro va a rilento. 
 
Le soluzioni software italiane sono per lo più chiuse, nel senso che non sposano il linguaggio API, con cui le applicazioni di tutto il mondo dialogano tra loro, per consentire agli studi professionali di costruire la propria composizione che viene realizzata incastrando tra loro app di diversi produttori come tanti mattoncini di lego. In questo scenario ognuno aggiunge gli elementi che gli servono.
 

Nello stesso tempo però, nessun software riesce a fornire al suo interno tutte le funzioni occorrenti, perché non riesce ad aggregare un numero sufficiente di clienti a realizzare l’investimento. Questo è soprattutto vero per le funzioni ancillari alla gestione obbligatoria, cioè proprio quelle che aggiungerebbero più valore. Tutti i software sono in grado di gestire una spedizione telematica ma quanti hanno le funzionalità o si possono efficacemente connettere ad un CRM?

“Forse è arrivato il momento di pensare che nell’era digitale il software è un core business per gli studi e che quindi è da rivedere la strategia di rivolgersi a terzi.”

Se tutti prima aspettiamo brontolando e poi otteniamo lo stesso software, dal punto di vista della competizione siamo pari.
Servono oggi nuove aggregazioni professionali, di dimensioni tali da poter progettare e gestire al proprio interno in esclusiva le piattaforme digitali con le quali competere. In questo senso, gli studi devono diventare delle software house, mentre le software house, se vogliono sopravvivere, dovranno diventare degli studi professionali. E voi per chi preferireste lavorare?

processo-di-digitalizzazione