Il professionista e le soft skills

Oberato da mille scadenze e adempimenti, il professionista italiano fa estrema fatica ad aggiornarsi.

Massimo Pezzini

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Per servire bene i clienti e assolvere ai crediti formativi obbligatori, deve comunque prediligere la formazione tecnica.
Poi, se proprio avanza del tempo, si occupa – malvolentieri – dell’organizzazione e del marketing dello studio. Poi, se proprio avanza ancora del tempo, ambirebbe di andare al mare.

“E così i corsi di soft skills destinati ai professionisti rimangono frequentati da una sparuta minoranza di disadattati, guardati dagli altri colleghi con un misto di scherno e sospetto.”

A questi eventi ci si camuffa, ci si va quasi di nascosto, perché se ti beccano al corso di problem solving vuol dire che non sei capace.  E ti sputtanano in tutto il mondo, alla velocità del gossip.

Con queste premesse, parlare al professionista italiano di soft skills è come offrire ad un pesce una bicicletta. Anche dopo lunghe discussioni, rimarrà convinto che dotarsene sia la cosa più inutile del mondo e la più lontana da ciò di cui ha bisogno per risolvere i suoi problemi.
E’ convinto che solo anni e anni di sofferenza e di errori ti possano insegnare a risolvere i problemi dei clienti, a raggiungere gli obiettivi, a gestire i progetti, a parlare in pubblico. E c’è poco da dire che non è così, che esiste una scorciatoia, che ci sono libri e corsi che ti spiegano come si fa. Il sistema educativo indubbiamente non aiuta.

Perché ci dobbiamo sciroppare anni di latino e greco per imparare a ragionare? Perché scomodarsi a resuscitare lingue morte quando ce lo potreste insegnare direttamente?

E’ lecito il dubbio che non sappiate come si fa… Nemmeno gli ordini professionali spesso accreditano gli eventi relativi alle soft skills. Poi però sono tutti d’accordo a dire che, per esempio, un bravo avvocato si vede anche dalla capacità di parlare in pubblico. Nessuno nasce imparato, ma per fortuna quasi tutto si può trasformare in metodo e insegnare. E sulle soft skills c’è una esperienza ormai sconfinata.

Le competenze trasversali, come vengono chiamate qui da noi, servono tantissimo. Riuscire ad acquisire una precisa metodologia nel fare le cose aumenta grandemente la qualità e la velocità di tutto ciò che facciamo. Le soft skills dovrebbero essere l’unica cosa che vale la pena insegnare fin dai tempi della scuola perché servono per qualunque situazione, anche se cambi mestiere, città, pianeta.

Non vi chiedo certo di rinunciare ad andare al mare, ma la prossima volta… portatevi un libro di soft skills

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